Pisarei e fasö: la ricetta tradizionale piacentina si racconta

Pisarei realizzati con la trafila Pro n°197 di MyTrafile

Tra i simboli più autentici della cucina piacentina ci sono i Pisarei e fasö (o Pissarei), piccoli gnocchetti di farina e pangrattato nati come piatto povero e diventati nel tempo un’icona della tradizione emiliana.
Riconosciuti come Prodotti Agroalimentari Tradizionali (P.A.T.), si preparano con pochi ingredienti semplici e si condiscono con un sugo rustico a base di fagioli, lardo, cipolla, carota, sedano e cotiche: un ensemble di elementi che raccontano tutta la sostanza della cucina di stampo contadino.

Origini medievali di un piatto contadino

Come gran parte della pasta italiana, anche i Pisarei hanno radici antiche. La loro origine incerta viene fatta risalire al Medioevo, quando i pellegrini in transito per Piacenza lungo la via francigena facevano tappa nei conventi.
All’interno dei refettori, i frati offrivano pasti caldi e nutrienti preparati con ciò che avevano a disposizione in quel momento: farina, pane raffermo e legumi.
All’epoca si utilizzavano i fagioli dell’occhio e la ricetta non prevedeva ancora la passata di pomodoro, in quanto i fagioli borlotti e i pomodori sarebbero arrivati in Europa solamente dopo la scoperta delle Americhe.

Col passare del tempo, la genuinità di un piatto povero ma sostanzioso ha contribuito alla sua diffusione popolare, facendolo entrare nelle case contadine, dov’è poi stato tramandato di generazione in generazione.
I Pisarei rappresentano un vero esempio di cultura del riuso: dal pane raffermo al lardo, fino alle cotiche, ogni ingrediente veniva valorizzato e non si sprecava nulla.

Nel corso dei secoli la ricetta originale ha subito variazioni, con l’avvento del pomodoro, dei fagioli borlotti e, in alcune varianti, anche del cacio piacentino, dando vita alla versione “rossa” oggi più conosciuta.

Un nome, tra dialetto e leggenda

Sull’origine del nome “Pisarei” esistono diverse teorie.

Secondo alcuni, deriverebbe dalla storpiatura della parola dialettale “bissa” (“biscia”), con riferimento alle strisce di pasta lunghe e sottili, simili a serpentelli, che si ottengono prima di tagliare gli gnocchetti.

Altri invece collegano il nome al verbo spagnolo “pisàr” (“schiacciare”), richiamando il gesto del pollice che, facendo pressione, conferisce ai Pisarei la loro tipica forma con una piccola fossetta al centro.

Sicuramente la manualità è molto importante quando si tratta di realizzare i Pisarei. Un aneddoto curioso raccontato da Anna Gosetti, nel volume Le ricette regionali italiane, narra che un tempo le madri dei futuri sposi controllassero la callosità del pollice delle nuore: indizio inequivocabile dell’abitudine a preparare i Pisarei!

Un gesto antico, una trafila moderna

Oggi, puoi riscoprire la magia dei Pisarei fatti in casa con la stessa cura di un tempo, ma con la precisione delle nostre trafile.
La trafila Pro n°197 di MyTrafile ti permette di realizzare questo formato di pasta in pochi minuti.
Da un lato, la qualità della pasta fresca italiana, come tramandata da generazioni. Dall’altro, la comodità di poter utilizzare la tua macchina Philips Pasta Maker, senza doverci dedicare troppo tempo ed energia.
Cosa aspetti? Corri a scoprirla sul nostro sito!

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